Vista e olfatto

Urban Neuroscience

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Ci siamo lasciati il mese scorso parlando di cultura o natura, ovvero del fatto che la maggior parte delle reazioni neurologiche legate alle differenze di sesso dei nostri cervelli non dipendano dalla nostra educazione ma appartengano alla nostra eredita piú antica, quella del DNA della nostra specie.

Oggi voglio soffermarmi seppur brevemente su alcune capacità presenti nei cervelli di sesso femminile che sono al 100% legati alla nostra anatomia cerebrale, confermando ancora una volta le nostre diversità più radicali.

Parliamo della vista e dell’olfatto, due dei nostri sensi più importanti. Il primo per ovvie ragioni, il secondo per alcune sfumature legate appunto ai suoi compiti meno conosciuti, come quello di rivestire un ruolo di primaria importanza nella nostra memoria a lungo.

Avete presente un cono di gelato? Si, quello che prendiamo volentieri durante l’estate e uno dei prodotti che rendono famosa (ancora una volta) il nostro Bel Paese. Immaginatevelo grande, con tre palle di gelato. Bene, il nostro cervello è fatto così, si è costruito poco a poco sovrapponendo strati di tessuto su strati di tessuto, senza buttare via nulla. La prima palla di gelato appartiene al nostro cervello primitivo (il famoso cervelletto o cervello rettile), si occupa delle nostre funzioni primarie ( battito cardiaco e cose di questo genere), la seconda palla è il mediencefalo, qui risiede tutto il nostro cervello limbico, sede delle nostre emozioni e dei nostri ricordi più emotivi. Qui risiede anche una vecchia versione della nostra corteccia visiva, fra le altre cose. La terza palla è la nostra corteccia, il nostro cervello cognitivo, che interpreta gli stimoli che vengono dall esterno e ordina al nostro corpo di agire di conseguenza. Nella parte posteriore della corteccia si trova la corteccia visiva, il computer capace di interpretare i segnali luminosi ricevuti dall esterno attraverso il nostro occhio e trasformarli nelle immagini del nostro mondo. Vediamo dunque quali sono le differenze fra i due sessi.

La corteccia in sè non è diversa negli uomini o nelle donne, ma le immagini che arrivano possono essere sottilmente diverse. Prendiamo i colori per esempio. Questi sono riconosciuti da alcuni elementi nella nostra retina chiamati coni. I coni si formano seguendo delle istruzioni genetiche contenute nel cromosoma X e non in quello Y. Come è noto ormai a tutti, le donne posseggono due cromosomi X, pertanto il numero di coni nell’ occhio femmina è sostanzialmente maggiore che la sua controparte maschile, dando alla vista femminile due vantaggi, una tavolozza di colori molto più completa di quella dei maschi e il fatto di essere quasi immuni al daltonismo. Tradotto in gergo urbano: il vostro compagno non ha la più pallida idea di come rispondere quando gli chiedete il suo parere sulla sfumatura del colore della cucina nuova o sull abbinamento del vostro ultimo paio di scarpr con la borsa.

Questa capacità non ha niente di culturale, é solamente il risultato di milioni di anni di evoluzione ed appartiene a tutti i cervelli connessi al femminile indipendentemente dalla loro nazionalità o razza.

Continuando con lo stesso senso, la vista, lo stesso processo evolutivo ha differenziato addirittura il ruolo dell occhio nel maschio e nella femmina della nostra specie, dando al primo un ruolo di cacciatore di prede, sviluppando la parte centrale della retina, concentrando la capacità di mettere a fuoco elementi lontani e trascurando i dettagli delle scene che abbiamo sotto gli occhi, a scapito anche della visione perimetrale, che nel cervello maschile é ridotta all’osso, obbligandoci a girare la testa per mantenere il livello di dettaglio che abbiamo nella parte centrale del campo visivo.

Il dettaglio delle cose in primo piano é dunque regno del cervello femminile, cosí come quello dei dettagli nella periferia della nostra visione. La vostra compagna trova sempre le chiavi nel cassetto anche dopo che voi le avete cercate anche piú di una volta? Una parte di colpa é dell’evoluzione stessa!

Queste sono sono due delle differenze che sono state confermate come appartenenti al cervello di un determinato sesso e non all’altro. La loro certezza scientifica spinge sempre di piú i ricercatori a delineare il confine fra ció che fa parte della nostra genesi, e quindi possiamo considerarlo globale e totalmente assente da influssi di carattere culturale, e ció che invece si sviluppa grazie al modo in cui siamo stati educati e quindi forma il nostro carattere e definisce la nostra appartenenza culturale.

Anche il senso del tatto é profondamente diverso fra uomini e donne, ma lo toccheremo in un prossimo appuntamento.

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